Approvato definitivamente – Ddl AC. 3194 – Governo – Deleghe appalti pubblici seconda lettura.

Approvato definitivamente – Ddl AS.1678-B – Governo – Deleghe appalti pubblici (Terza lettura e approvazione definitiva).
30 gennaio 2016
Approvato definitivamente – Ddl AS. 2237 – Governo – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
17 febbraio 2016

Approvato definitivamente – Ddl AC. 3194 – Governo – Deleghe appalti pubblici seconda lettura.

Titolo Delega al Governo per l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (AC. 3194, già approvato con modifiche dal Senato).
Stampati C. 3194 - Delega appalti - Seconda lettura
C. 3194 - Delega appalti testo word
C. 3194 - Delega appalti - Dossier Servizio studi della Camera
Iniziativa Governativa - Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan.Il provvedimento è stato trasmesso alla Presidenza della Camera il 22 giugno 2015.
Assegnazione Assegnato, in seconda lettura ed in sede referente, alla VIII Commissione Ambiente il 23 giugno 2015.Previo il parere delle seguenti Commissioni: I Affari Costituzionali, II Giustizia (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento), III Affari Esteri, IV Difesa, V Bilancio, VI Finanze, VII Cultura, IX Trasporti, X Attività Produttive, XI Lavoro, XII Affari Sociali, XIII Agricoltura, XIV Politiche dell'Unione Europea e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Relatori On. Mariani (PD) e On. Cera (AP-NCD-UDC).
Iter Approvato, in prima lettura e con modifiche, dal Senato il 18 giugno 2015.

Iniziato in Commissione il 2 luglio 2015 e concluso l'8 ottobre 2015.

Approvato in seconda lettura dalla Camera il 17 novembre 2015, con modifiche.

Aula C. 3194-A - Fascicolo emendamenti Aula del 12 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 2 emendamenti Aula, del 14 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 3 emendamenti Aula, del 20 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 4 emendamenti Aula del 21 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 5 emendamenti Aula del 22 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 6 emendamenti Aula del 27 ottobre 2015
C. 3194-A - Aula approvata proposta di rinvio dell'esame ad altra seduta del 27 ottobre 2015
C. 3194-A - Fascicolo n. 7 emendamenti Aula del 10 novembre 2015C. 3194-A - Fascicolo n. 8 emendamenti Aula dell'11 novembre 2015C. 3194-A - Fascicolo emendamenti n. 9 Aula del 17 novembre 2015C. 3194-A - Fascicolo ordini del giorno del 17 novembre 2015C. 3194-A - Seguito discussione e approvazione del 17 novembre 2015
C. 3194-A - Allegato documenti di seduta Aula emendamenti e ordini del giorno 17 novembre 2015
Referente C. 3194 - VIII referente - Esame e rinvio del 2 luglio 2015
C. 3194 - VIII referente - Seguito esame e rinvio 7 luglio 2015
C. 3194 - VIII - Sede referente seguito esame e rinvio del 15 luglio 2015
C. 3194 - VIII - Sede referente seguito esame e rinvio del 29 luglio 2015
C. 3194 - VIII - Sede referente seguito esame e rinvio del 16 settembre 2015C. 3194 - VIII - Sede referente seguito esame e rinvio del 30 settembre 2015
C. 3194 - VIII - Sede referente seguito esame e conclusione dell'8 ottobre 2015
Pareri  C. 3194 - XIV - Sede consultiva esame e rinvio dell'8 luglio 2015
C. 3194 - XIV - Sede consultiva seguito esame e rinvio del 15 luglio 2015
C. 3194 - XIV - Sede consultiva seguito esame e rinvio del 16 luglio 2015
C. 3194 - Comitato legislazione - Sede consultiva esame e conclusione del 30 luglio 2015
C. 3194 - II - Sede consultiva esame e rinvio del 9 settembre 2015
C. 3194 - XIV - Sede consultiva seguito esame e rinvio del 9 settembre 2015AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione I Affari costituzionali
C. 3194 - Parere nuovo testo Commissione II Giustizia

AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione IV Difesa
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione V Bilancio
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione VI Finanze
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione VII Cultura
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione IX Trasporti
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione X Attività Produttive
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione XI Lavoro
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione XII Affari sociali
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione XIII Agricoltura
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione XIV Politiche comunitarie
AC. 3194 - Parere nuovo testo Commissione Questioni regionaliC. 3194-A - I - Sede consultiva esame e parere del 13 ottobre 2015C. 3194-A - V - Sede consultiva esame e parere del 13 ottobre 2015
C. 3194 - V - Sede consultiva - parere emendamento 1.819 - 14 ottobre 2015
C. 3194-A - I - Sede consultiva esame e parere su emendamenti Aula del 27 ottobre 2015
C. 3194-A - V - Sede consultiva esame e parere su emendamenti Aula del 27 ottobre 2015
C. 3194-A - V - Sede consultiva parere su emendamenti del 10 novembre 2015
C. 3194-A - I - Comitato per i pareri - Esame e conclusione dell'11 novembre 2015
C. 3194-A - V - Sede consultiva pare su emendamenti del 17 novembre 2015
 Note

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 agosto 2014
Bollinato dalla Ragioneria dello Stato il 26 settembre 2014
Firmato dal Capo dello Stato il 31 Ottobre 2014
Annunciato al Senato il 18 Novembre 2014
Pubblicato il testo sul sito del Senato il 2 dicembre 2014

C. 3194 - Delega appalti - Dossier Servizio studi della Camera.pdf

File sintesi audizioni.

Scheda di lettura Scheda di lettura - AC. 3194 Delega Appalti

Scheda di lettura AC. 3194-A - Delega Appalti

AC. 3194-Aula - Delega appalti - Testo a fronte 18 novembre 2015

Legge GU  Legge 28 gennaio 2016 n. 11 - Deleghe appalti

C. 3194e3 con segnalazioni Bozza 16 Ottobre 2015ore15.30

C. 3194e3 con segnalazioni BOZZA 16 Ottobre 201555555555

AC. 3194-Aula - Delega appalti - Testo a fronte 12 Ottobre 2015

Delega appalti - Comitato dei Nove 12.10.2015

AC. 3194 - Delega appalti testo approvato VIII (09.10.15)

AC . 3194 - Nuovo testo per parere commissioni (01.10.15)

Legge delega - Testo a fronte IGI 30 settembre 2015

AC. 3194 - Delega appalti - Testo ricostruito 09.10.2015

C. 3194 - Ulterioresubemendamento 24 settembre 2015

C. 3194 subemendamenti 24 settembre 2015

C.3194 fascicolo emendamenti 16.sett.2015

Stenografico 15 Luglio 2015 - VIII - C. 3194 delega appalti - Audizione Pres. Anac

Stenografico 9 luglio 2015 - VIII - Audizione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio

Documento audizione Delrio ddl 3194 9 luglio 2015

Sintesi audizioni delega appalti

C. 3194 - Fascicolo emendamenti relatori 23 settembre 2015

C. 3194 - Delega appalti - Testo Camera documento di lavoro 24.09.2015

Il testo, composto di 1 solo articolo suddiviso in 9 commi, reca la delega al Governo per l'attuazione di tre direttive del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 in materia di appalti pubblici e concessioni.

ARTICOLO 1

Il comma 1 dispone che il Governo è delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, e tenendo conto delle migliori pratiche adottate in altri Paesi dell’UE:

  • divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive (divieto di gold plating);
  • compilazione di un unico testo normativo con contenuti di disciplina adeguata anche per gli appalti di servizi e forniture denominato «codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione» recante le disposizioni legislative in materia di procedure di affidamento di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione disciplinate dalle tre direttive, garantendo in ogni caso l'effettivo coordinamento e l'ordinata transizione tra la vigente e la nuova disciplina, al fine di evitare incertezze interpretative ed applicative, nel rispetto del princìpi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
  • ricognizione e riordino del quadro normativo vigente nelle materie degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, al fine di conseguire una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un maggiore livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti tenendo in debita considerazione gli aspetti peculiari dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e dei diversi settori merceologici e di attività;
  • semplificazione e riordino del quadro normativo vigente allo scopo di predisporre procedure non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e i contratti di concessione e di conseguire una significativa riduzione e certezza dei tempi relativi alla realizzazione delle opere pubbliche;
  • recepimento degli strumenti di flessibilità previsti dalle tre direttive;
  • semplificazione, armonizzazione e progressiva digitalizzazione delle procedure in materia di affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, attraverso la promozione di reti e sistemi informatici già sperimentati e di soluzioni innovative nelle materie disciplinate, con particolare attenzione allo sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale;
  • espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, ad eccezione di singole fattispecie connesse ad urgenze di protezione civile determinate da calamità naturali, per le quali devono essere previsti adeguati meccanismi di controllo e di pubblicità successiva;
  • riordino e semplificazione della normativa specifica in materia di contratti relativi a beni culturali, ivi inclusi quelli di sponsorizzazione, anche tenendo conto della particolare natura di quei beni e delle peculiarità delle tipologie degli interventi, prevedendo altresì modalità innovative per le procedure di appalto relative a lavori, servizi e forniture e di concessione di servizi;
  • previsione di misure volte a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale nell'affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione;
  • armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi ad essa prodromiche e successive, anche al fine di concorrere alla lotta alla corruzione, di evitare i conflitti d'interesse e di favorire la trasparenza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione:
  1. individuando espressamente i casi nei quali, in via eccezionale, è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara;
  2. disciplinando le suddette procedure di gara e le relative fasi, sia mediante l'unificazione delle banche dati esistenti nel settore, presso l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), con esclusione della banca dati centralizzata, sia con la definizione di idonee misure quali la previsione di poteri di vigilanza e controllo sull'applicazione delle norme in materia di appalti pubblici e di contratti di concessione, con particolare riguardo alla fase di esecuzione della prestazione;
  3. assicurando comunque la trasparenza degli atti ed il rispetto della regolarità contributiva, fiscale e patrimoniale dell'impresa appaltatrice;
  4. imponendo il ricorso a conti dedicati per le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici attraverso i quali regolare tutti i flussi finanziari dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera e di lavoro e verso tutte le imprese che entrano a vario titolo in rapporto con l’impresa aggiudicataria in relazione agli appalti assegnati;
  5. prevedendo un sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell’ANAC, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici e di servizi, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi.
  • definizione dei requisiti di capacità economico-finanziaria, tecnica, organizzativa, e professionale degli operatori economici, che devono possedere per partecipare alle procedure di gara, tenendo presente l'interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti;
  • revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso principalmente a strumenti di pubblicità di tipo informatico e da prevedere in la pubblicazione degli stessi in non più di due quotidiani nazionali e locali, con spese a carico del vincitore della gara;
  • attribuzione all'ANAC di più ampie funzioni di promozione dell'efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l'impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall'ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa;
  • individuazione dei casi in cui, con riferimento agli atti di indirizzo di cui al punto precedente, l'ANAC, immediatamente dopo la loro adozione, trasmette alle Camere apposite relazioni;
  • previsione che il regolamento di cui più avanti, recante la disciplina esecutiva e attuativa di tale codice, disponga la determinazione annuale dei costi standardizzati per tipo di lavori, di servizi e di fornitura;
  • riduzione degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti, con particolare riguardo all'accertamento dei requisiti generali di qualificazione, costantemente aggiornati, attraverso l'accesso a un'unica banca dati centralizzata gestita dal MIT e la revisione e semplificazione dell'attuale sistema AVCpass, garantendo a tal fine l'interoperabilità tra i Ministeri e gli organismi pubblici coinvolti e prevedendo l'applicazione di specifiche sanzioni in caso di rifiuto all'interoperabilità;
  • previsione che, al fine di ridurre gli oneri documentali, i partecipanti alle gare possano utilizzare il documento di gara unico europeo (DGUE) o analogo documento predisposto dal MIT per autocertificare il possesso dei requisiti;
  • razionalizzazione delle procedure di spesa attraverso l'applicazione di criteri di qualità, efficienza, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, prevedendo l'introduzione di un apposito sistema, gestito dall'ANAC, di qualificazione delle medesime stazioni appaltanti, teso a valutarne l'effettiva capacità tecnica e organizzativa, sulla base di parametri obiettivi;
  • revisione ed efficientamento delle procedure di appalto di CONSIP Spa, al fine di migliorare la qualità degli approvvigionamenti e di ridurre i tempi di espletamento delle gare, anche attraverso un ricorso alle gare di tipo telematico;
  • contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti, con possibilità, a seconda del grado di qualificazione conseguito, di gestire contratti di maggiore complessità e fatto salvo l'obbligo, per i comuni non capoluogo di provincia, di ricorrere a forme di aggregazione o centralizzazione delle committenze, prevedendo, per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, un livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle medesime soglie di rilevanza comunitaria, aggiudicati da comuni non capoluogo di provincia, livelli di aggregazione subprovinciali definendo a tal fine ambiti ottimali territorialmente omogenei e garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche come prevista dalla Costituzione e dalle disposizioni vigenti;
  • introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d'opera, distinguendo in modo dettagliato tra variazioni sostanziali e non sostanziali, in particolare nella fase esecutiva e con specifico riferimento agli insediamenti produttivi strategici e alle infrastrutture strategiche private di preminente interesse nazionale di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge n. 443/2001, e successive modificazioni; previsione che ogni variazione in corso d'opera debba essere motivata e giustificata da condizioni impreviste e imprevedibili e, comunque, sia debitamente autorizzata dal responsabile unico del procedimento;
  • utilizzo, per l'aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, misurata sul «miglior rapporto qualità/prezzo», regolando espressamente i casi e le soglie di importo entro le quali è consentito il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'asta, nonché determinazione delle modalità più agevoli di individuazione ed esclusione delle offerte anomale, con particolare riguardo ad appalti di valore inferiore alle soglie comunitarie;
  • aggiudicazione dei contratti pubblici relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, escludendo in ogni caso l'applicazione del solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'asta;
  • creazione, presso l'ANAC, di un albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione, prevedendo:

1) ai fini dell'iscrizione all'albo specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità nello specifico settore cui si riferisce il contratto;

2) l'assegnazione dei componenti alle commissioni giudicatrici mediante pubblico sorteggio da una lista di candidati indicati alle stazioni appaltanti in numero almeno doppio rispetto ai componenti da nominare e comunque nel rispetto del principio di rotazione;

3) che l'ANAC adotti con propria determinazione la disciplina generale per la tenuta dell'albo, comprensiva dei criteri per il suo aggiornamento;

    • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione sotto la soglia di rilevanza comunitaria, assicurando la valutazione comparativa tra più offerte in numero almeno pari a 5, nonché una adeguata rotazione degli affidamenti, ferma restando la facoltà per le imprese pubbliche dei settori speciali di cui alla direttiva 2014/25/UE di applicare la disciplina stabilita nei rispettivi regolamenti;
    • rafforzamento della funzione di controllo della stazione appaltante sull'esecuzione delle prestazioni, attraverso verifiche effettive e non meramente documentali, con particolare riguardo ai poteri di verifica e intervento del responsabile del procedimento, del direttore dei lavori nei contratti di lavori e del direttore dell'esecuzione del contratto nei contratti di servizi e forniture;
    • creazione, presso il MIT, di un albo nazionale obbligatorio dei soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dei lavori, di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale, prevedendo specifici requisiti;
    • valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nei contratti di concessione di lavori, promuovendo anche la qualità architettonica e tecnico-funzionale, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione, limitando radicalmente il ricorso all'appalto integrato ai casi in cui l'appalto o la concessione di lavori abbiano per oggetto opere per le quali siano necessari lavori o componenti caratterizzati da notevole contenuto innovativo o tecnologico che superino in valore il 70% dell'importo totale dei lavori e prevedendo di norma la messa a gara del progetto esecutivo, nonché escludendo, per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'asta;
  • riassetto, revisione e semplificazione dei sistemi di garanzia per l'aggiudicazione e l'esecuzione degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture con particolare riferimento alla salvaguardia dell'interesse pubblico alla conclusione dei lavori nei costi nei tempi e nei modi programmati anche in caso di fatti imprevisti ed imprevedibili e non imputabili alla stazione appaltante, e assicurando comunque l'entrata in vigore della nuova disciplina contestualmente a strumenti attuativi preventivamente concordati con gli istituti bancari e assicurativi che devono assumersi i rischi d'impresa;
    • revisione e semplificazione della disciplina vigente per il sistema della validazione dei progetti;
    • razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato, con particolare riguardo alla finanza di progetto e alla locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilità;
    • al fine di agevolare e ridurre i tempi delle procedure di partenariato pubblico privato, predisposizione di specifici studi di fattibilità;
    • revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità, trasparenza e verifica delle capacità realizzative, delle competenze tecniche e professionali organiche all'impresa, nonché delle attività effettivamente eseguite anche introducendo misure di premialità regolate da un'apposita disciplina generale fissata dall'ANAC con propria determinazione e connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili, nonché assicurando gli opportuni raccordi con la normativa vigente in materia di rating di legalità;
    • revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, imponendo che il contratto di avvalimento indichi nel dettaglio le risorse e i mezzi prestati, con particolare riguardo ai casi in cui l'oggetto di avvalimento sia costituito da certificazioni di qualità o certificati attestanti il possesso di adeguata organizzazione imprenditoriale ai fini della partecipazione alla gara;
    • razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, ma riducendone il costo;
    • miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, anche attraverso il divieto di aggregazione artificiosa degli appalti, prevedendo in particolare che la dimensione degli appalti ed il conseguente valore delle gare e dei lotti in cui queste risultino eventualmente suddivise siano adeguati al fine di garantire l'effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese nonché introducendo misure premiali per gli appaltatori e i concessionari che coinvolgano i predetti soggetti nelle procedure di gara;
  • introduzione di disposizioni che, al verificarsi dei casi di cui all'articolo 32 del decreto-legge n. 90/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114/2014, stabiliscano che il Presidente dell'ANAC, prima di applicare quanto previsto dal citato articolo 32, prescriva alla stazione appaltante di valutare se sussistono le condizioni per procedere le condizioni per procedere in autotutela per la gara, fissando un tempo definito per la decisione;
  • valorizzazione delle esigenze sociali e di sostenibilità ambientale, mediante introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che, in caso di aggiudicazione, si impegnino, per l'esecuzione dell'appalto, a utilizzare anche in parte manodopera o personale a livello locale;
  • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione tra enti nell'ambito del settore pubblico, cosiddetti affidamenti in house, prevedendo l'istituzione, a cura dell'ANAC, di un elenco di enti aggiudicatori di affidamenti in house ovvero che esercitano funzioni di controllo o di collegamento rispetto ad altri enti, tali da consentire gli affidamenti diretti. L'iscrizione nell'elenco avviene a domanda, dopo che sia stata riscontrata l'esistenza dei requisiti. La domanda di iscrizione consente all'Ente aggiudicatore, sotto la propria responsabilità, di conferire all'ente con affidamento in house o soggetto al controllo singolo o congiunto o al collegamento appalti o concessioni mediante affidamento diretto;
  • previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera;
  • previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di lavori che stabilisca che i contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni devono intendersi quelli stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto e svolta dall'impresa, anche in maniera prevalente;
  • disciplina organica della materia dei contratti di concessione mediante l'armonizzazione e la semplificazione delle disposizioni vigenti, nonché la previsione di criteri per le concessioni indicate nella sezione II della direttiva 2014/23/UE, introducendo altresì criteri volti a vincolare la concessione alla piena attuazione del piano finanziario e al rispetto dei tempi previsti dallo stesso per la realizzazione degli investimenti in opere pubbliche;
  • obbligo per i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici già esistenti o di nuova aggiudicazione, di affidare tutti i contratti di lavori relativi alle concessioni di importo superiore a 150.000 euro, mediante procedura ad evidenza pubblica, prevedendo, per le concessioni già in essere, un periodo transitorio di adeguamento non superiore a dodici mesi ed escludendo dal predetto obbligo unicamente le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con la formula di finanza di progetto e le concessioni in essere affidate con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell'Unione europea, per le quali continuano comunque ad applicarsi le disposizioni in materia di affidamento di contratti di appalto vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge;
  • avvio delle procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento delle nuove concessioni autostradali non meno di 24 mesi prima della scadenza di quelle in essere, con revisione del sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all'introduzione di un divieto di clausole e disposizioni di proroga, in conformità alla nuova disciplina generale dei contratti di concessione;
  • previsione di una particolare disciplina transitoria per l'affidamento delle concessioni autostradali che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al presente articolo, siano scadute o prossime alla scadenza, onde assicurare il massimo rispetto del principio dell'evidenza pubblica, nonché, per le concessioni per le quali l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore esercita sul concessionario un controllo analogo a quello da esso esercitato sui propri servizi, dei principi desumibili dall’articolo 17 della direttiva 2014/23/UE;
  • individuazione, in tema di procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea;
  • promozione di modalità e strumenti telematici e di procedure interamente telematiche d'acquisto;
  • trasparenza nella partecipazione dei portatori qualificati di interessi nell'ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all'aggiudicazione di appalti pubblici e contratti di concessione nonché nella fase di esecuzione del contratto;
  • previsione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali aventi impatto sull'ambiente o sull'assetto del territorio, nonché previsione di una procedura di acquisizione dei consensi tecnici e amministrativi necessari per realizzare un'opera che sia semplice, vincolante e non modificabile nel tempo;
  • introduzione di una disciplina specifica per il subappalto, prevedendo in particolare obbligo per il concorrente di indicare in sede di offerta sia le parti del contratto di lavori che intende subappaltare, sia una terna di nominativi di subappaltatori per ogni tipologia di lavorazioni prevista in progetto, nonché obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto dei subappaltatori in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore o anche su richiesta del subappaltatore, e se la natura del contratto lo consente, per i servizi, le forniture o i lavori forniti;
  • espressa abrogazione delle disposizioni del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo n. 163/2006, con effetto dalla data di entrata in vigore del codice di cui alla lettera b);
  • emanazione di un nuovo regolamento recante la disciplina esecutiva e attuativa di tale codice;
  • espressa abrogazione delle disposizioni del regolamento di esecuzione ed attuazione del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010, anche attraverso l'individuazione di un apposito regime transitorio, assicurando l'ordinato passaggio tra la previgente e la nuova disciplina.

Il comma 2 dispone che nell'esercizio della delega di cui al precedente comma 1 e in via preliminare alla redazione dello schema di decreto legislativo, la Presidenza del Consiglio dei ministri coordina, di concerto con il MIT, e sentita l'ANAC lo svolgimento delle consultazioni delle principali categorie di soggetti pubblici e privati destinatari della nuova normativa, previa definizione delle metodologie e delle modalità operative. Le modalità operative delle consultazioni devono prevedere, oltre che incontri collegiali, anche la presentazione di documentazione in merito ai princìpi e criteri direttivi che il Governo è tenuto a rispettare nell'esercizio della delega.

Il comma 3 dispone l’adozione del decreto legislativo di cui al precedente comma 1, corredato della relazione tecnica di cui all'articolo 17, comma 3, della legge n. 196/2009, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e del parere del Consiglio di Stato che si pronunziano entro il termine di 30 giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Sullo schema di decreto legislativo è altresì acquisito il parere delle Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica da esprimere entro 40 giorni dalla data di trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può essere comunque adottato. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette il testo alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni. Decorsi 20 giorni dalla data della nuova trasmissione, il decreto può essere comunque adottato in via definitiva dal Governo anche in mancanza di nuovo parere.

Il comma 4 dispone che l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE è disciplinata dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi desumibili dalle disposizioni della presente legge che costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale.

Il comma 5 dispone che il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive entro un 1 anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al precedente comma 1.

Il comma 6 dispone le modalità dell’adozione del regolamento di cui al comma 1, lettera iii) recante la disciplina esecutiva e attuativa del codice. Il regolamento entra in vigore contestualmente al decreto legislativo di cui al comma 1.

Il comma 7 dispone il divieto di attribuzione di compiti di responsabile o di direttore dei lavori allo stesso contraente generale a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il suddetto divieto si applica anche alle procedure di appalto già bandite alla data di entrata in vigore della presente legge, incluse quelle già espletate per le quali la stazione appaltante non abbia ancora proceduto alla stipulazione del contratto con il soggetto aggiudicatario.

Il comma 8 dispone che a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, cessano di applicarsi le disposizioni in materia di sistema di garanzia globale, di cui all'articolo 129, comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006, e successive modificazioni.

Il comma 9 dispone che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Qualora il decreto legislativo determini nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, lo stesso decreto legislativo è emanato solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

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